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27th

Non Solo Php

Autore: Angelo Righi | Programmazione

Qual’è il miglior linguaggio per iniziare a programmare, o per muovere i primi passi nel mondo dello sviluppo web? Potrei rispondere Php, è il linguaggio che uso di più (anche per motivi professionali), quello che mi piace di più. Avrei potuto rispondere .Net, Java, ma non è questo il punto.

Il punto è che non basta conoscere un solo linguaggio server side per poter sviluppare delle applicazioni web al passo coi tempi. Per poter creare qualcosa di utile non basta conoscere un linguaggio di programmazione.

Un’applicazione web è formata da tre elementi: i dati, la rappresentazione dei dati e “qualcosa” che tenga insieme dati e rappresentazione. Per la funzione di “tramite” un linguaggioo come il Php va benissimo; ma i dati dell’applicazione saranno probabilmente memorizzati in un database, sarà quindi necessario conoscere SQL, linguaggio per estrarre i dati dalla base dati.

I dati da soli non servono a nulla se non vengono rappresentati in qualche forma. La forma normalmente viene modellata dalla pagina web in formato HTML. E in genere una pagina web ha anche un aspetto grafico, colori, font, tutte cose descritte nei fogli di stile CSS.

Inoltre un’applicazione moderna è dotata di interfacce abbastanza complesse; non basta più il solo Html ma si rende indispensabile un linguaggio di programmazione lato client: Javascript.

Quindi, la conoscenze minime per poter creare applicazioni web serie, sono Php (o Ruby, o Jsp,Python…), SQL, HTML, CSS e Javascript.

La situazione, che potrebbe già apparire complessa al neofita, si complica maggiormente. Infatti esistono diversi dialetti di SQL. In genere, se ci si limita allo sviluppo web, nel 99% dei casi ci si imbatterà nel database MySql, più raramente in Postgres. Ma nel caso di sviluppo in ambito enterprise la scelta si allarga a Oracle, SQL Server.

Non è finita. Un programmatore web che si rispetti deve conoscere Ajax (Asynchronous Javascript and Xml) per poter sfruttare al meglio l’interazione tra client e server, con lo scambio dati che viene codificato in Xml, o JSON.

Poi eventualmente c’è il framework lato server, questa o quella libreria: e non abbiamo minimamente sfiorato i problemi relativi alla sicurezza.

Quindi, alla domanda dell’apertura, “qual’è il miglior linguaggio per iniziare a programmare, o per muovere i primi passi nel mondo dello sviluppo web?”, non c’è una risposta univoca e semplice.

Quello che conta non è tanto (non solo) conoscere un linguaggio, ma imparare ad imparare, riuscire a crearsi una mentalità flessibile che abbia il fine di apprendere in maniera permanente.


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7 responses. Wanna say something?

  1. Marco
    ago 28, 2010 at 04:25:35
    #1

    Parole sante. :)

  2. ilchiuri
    ago 28, 2010 at 08:20:24
    #2

    Sono d’accordo in toto.

    E’ anche vero però che chi volesse crearsi un sito statico potrebbe partire anche solo dall’xhtml e il css (che non essendo linguaggi di programmazione ma di web publishing sono molto più semplici) poi ovviamente se volesse fare le cose per bene non potrebbe far altro che imparare tutto il resto…ma come si capisce bene dall’articolo non sono nozioni, è un percorso che ci porta a continuare ad imparare. Bravo angelor!

  3. Pagano
    ago 30, 2010 at 15:57:54
    #3

    +1! ;-)

  4. Erriko
    set 16, 2010 at 16:32:47
    #4

    Sant’Angelo non è solo una banca :P Bravo.
    Aggiungerei inoltre, che oltre ad essere un buon programmatore (di tutti questi linguaggi ovviamente) è necessario essere anche un bravo progettista. Se l’applicazione da sviluppare è complessa, non si può ragionare di pagina in pagina, ma è necessario avere un’idea più o meno chiara sin dal principio. Se l’applicazione lo richiede, oltre l’idea ci vuole il vero e proprio progetto, sia in termini di algoritmi, sia di in termini di grafica valutando come sistemare al meglio i vari componenti in maniera da sfruttare le funzionalità e mantenere l’accessibilità del sito, come anche servirebbe un ottimo progetto del database.
    A tale proposito ricordo che anche in MySQL esistono sotto insiemi quali gli “engines”, i motori di gestione delle tabelle del database. In questa fase è necessario valutare l’opportunità di utilizzare ad esempio MyIsam piuttosto che InnoDB con i relativi pregi e difetti.
    Quest’ultima, insieme alla prima fase (cosa voglio fare e l’algoritmo per ottenere il risultato desiderato) è a mio avviso la parte più delicata e complessa se vogliamo di tutto il lavoro. Un layout si cambia con più leggerezza, i dati immagazzinati sono più difficili da rimodulare in seguito, specialmente se si vogliono evitare interruzioni del servizio…

  5. Angelo Righi
    set 16, 2010 at 21:13:46
    #5

    per risolvere il problema della separazione tra dati e rappresentazione dei dati oggi si usa in modo massiccio il paradigma MVC https://secure.wikimedia.org/wikipedia/it/wiki/Model-View-Controller.
    Per restare più strettamente sull’archittura, credo che oggi non sia immaginabile pensare di sviluppare qualcosa di complesso senza l’ausilio dei design pattern https://secure.wikimedia.org/wikipedia/it/wiki/Design_pattern

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  1. ago 28, 2010: Technotizie.it
  2. ago 30, 2010: upnews.it

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