Keylogger Come Strumento di Guerrilla Backup

Sbagliare è umano, ma per incasinare tutto ci vuole un computer. E chi per un motivo o l’altro si è ritrovato a lavorare con i computer, chi ha avuto la sventura di entrare in questo circolo samsarico infernale si è sicuramente trovato di fronte alla perdita dei dati: backup, backup, backup!

Se il disastro informatico è dietro l’angolo, la soluzione è comunque alla nostra portata: le nostre arma sono l’organizzazione e la pianificazione.
Il backup classico non sempre funziona: forse le cose salvate sono troppo vecchie; il ripristino non funziona (!); o forse più semplicemente ci si incasina tra backup, dischi e file, e il backup buono è andato disperso.

Abbiamo visto una tattica interessante come la clonazione del computer, metodo radicale che però risolve solo una parte del problema. Può essere necessario avere un metodo più flessibile, dinamico.

Per esempio: avete scritto per ore un documento o un’email e non avete mai salvato; improvvisamente il computer si blocca (può capitare…) e tutto il lavoro va sprecato. Oppure improvvisamente manca la corrente: tutto il lavoro scompare.

Questi problemi si risolvono con metodi di guerriglia: guerriglia backup. Uno strumento formidabile per questo genere di operazioni è uno strumento amato dai pirati e dalle spie di tutto il mondo: il keylogger.

Il keylogger, ovvero un software (ma ne esistono anche hardware) in grado di intercettare tutto quello che l’utente scrive sulla tastiera del PC è l’ideale per spiare qualcuno alla ricerca di codici di accesso, carte di credito, segreti da utilizzare a scopo di spionaggio industriale o ricatto; ma può tornare utile anche a chi lo utilizza sul proprio computer per registrare le proprie attività e conservarle in caso di perdita di dati.

E’ molto facile trovare uno di questi arnesi su Internet. Io consiglio KGB Free Keylogger: potente e gratuito. Questo software è in grado di registrare non solo i tasti battuti ma anche i siti visitati, le attività svolte dal sistema, i processi in esecuzione; è in grado anche di prendere periodicamente screenshot dello schermo.

La versione free non può’ essere nascosta: ma a noi non interessa, non siamo spie, vogliamo solo registrare le nostre attività!
Con un keylogger che registra tutte le nostre mosse attivo in background, abbiamo un salvagente assai potente: se il computer improvvisamente si “pianta” prima che noi possiamo salvare il nostro lavoro, riusciremo comunque a recuperare il lavoro perso dalle registrazioni del keylogger.

Questo strumento, o meglio l’uso da guerriglia backup che facciamo di questo strumento, si può rivelare utile nelle situazioni più disparate, come per esempio una attività di fornesics domestica (diciamo così): sarà molto facile capire in quale momento, in seguito a quale operazione, il computer ha iniziato a comportarsi in modo anomalo. Insomma, le potenzialità di un uso benigno del keylogger sono molteplici.

Un’ultima parola sulla convivenza tra keylogger e antivirus: sicuramente il vostro AV non sarà felice di avere tra i piedi un keylogger (il mio per esempio non lo è). Il problema si risolve mettendo il processo e/o la cartella nelle eccezioni dell’antivirus, opzione in genere disponibile (su AntiVir c’e’).

One comment to “Keylogger Come Strumento di Guerrilla Backup”

Comments are closed.