Come i Pirati potrebbero sabotare le Olimpiadi

Le Olimpiadi di Pechino sono ormai imminenti e i preparativi dovrebbero ormai essere giunti a compimento.
Anche i preparativi relativi alla sicurezza. Da mesi si parla del pericolo che correrebbe la manifestazione cinese di attacco terroristico.

Le forze speciali cinesi si stanno preparando meticolosamente ad affrontare un evento anche di dimensioni catastrofiche.

Il governo amico-nemico statunitense avrebbe addirittura inviato nel Paese orientale esperti contro un eventuale attacco nucleare portato con dirty-bomb.

Le tensioni non mancano. Oltre all’ormai consueta minaccia islamica negli ultimi mesi la situazione è stata resa ancora più calda dal caso Tibet. Non sono mancate anche online schermaglie tra i sostenitori delle varie fazioni Cina-Tibet.

Ma vediamo come le Olimpiadi di Pechino potrebbero essere sabotate da un attacco informatico.

Defacing

Sicuramente il primo della lista delle tattiche di cyberwarfare è il vandalismo web. I principali siti di informazione, di e-commerce o governativi potrebbero essere presi d’assalto dagli attivisti.

Propaganda

L’altra tattica della guerra irregolare informatica è la propaganda. Partendo dal già menzionato defacing, la strategia potrebbe essere estesa e rafforzata da campagne anti-cinesi portate avanti dai blogger.
Non si possono neppure escludere iniziative tipo netstrike, dove migliaia di utenti tentano di “occupare” virtualmente un sito in segno di protesta.

DoS

La terza arma nella’arsenale del cyber-guerrigliero che potrebbe essere utilizzata in questo caso è il Denial-of-Service distribuito.
Qui la cosa inizia a farsi seria. Se infatti il defacing e la propaganda possono contribuire a formare e a diffondere una cattiva immagine della Cina, un attacco DDoS ai siti cinesi, o addirittura ai siti ufficiali delle olimpiadi potrebbe arrecare danni anche economici.
Di questo tipo di attacco ne hanno già fatto le spese recentemente Estonia e Lituania.

Infrastrutture Critiche

E qui veniamo allo scenario più inquietante, ovvero l’attacco alle infrastrutture critiche, alle telecomunicazioni, alle rete di distribuzione o addirittura alle centrali elettriche e nucleari.
Sebbene sia tuttora considerato uno scenario più cinematografico che realistico non si esclude che prima o poi una evento del genere possa accadere realmente: e il palcoscenico perfetto potrebbe essere la manifestazione cinese.

Effetti Collaterali

In passato qualcosa è successo. Nel 2003 il worm Sasser come effetto collaterale si infiltrò nelle reti di grandi aziende e addirittura banche e riuscì a metter fuori uso per alcune ore anche dei bancomat.
Si parlò anche di incidenti causati da problemi al sistema informatico come il blackout americano del 2003.

Roba da Bruce Willis?

Recentemente la CIA ha denunciato la possibilità che alcuni gruppi siano in grado di entrare e sabotare centrali elettriche attraverso l’uso di tecniche di cyberwarfare. L’agenzia americana ha anche reso noto, senza fornire però dettaglia, che almeno un caso sarebbe già effettivamente avvenuto.

Questo è lo scenario. Vedremo nei prossimi mesi se almeno uno dei citati attacchi si verificherà o se ancora una volta verrà ritardata l’uscita delle cyberwarfare dal grande schermo per approdare alla realtà quotidiana.

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