Un Giorno in Procura ovvero Tattiche di Informatica Creativa

Se un hacker entra in procura passa da una porta Tcp. Da qualche tempo un fantomatico hacker ha preso di mira alcune procure liguri (Genova, Savona).

Il cerchio si sta stringendo intorno al pirata:

“Secondo quanto appreso, il pirata informatico avrebbe messo fuori uso anche il sistema della procura di Savona. La polizia postale sta facendo accertamenti su altre due procure che in passato hanno subito danni analoghi.

In tutto, gli “attacchi” alla rete della procura genovese sono stati quattro: il primo è avvenuto nell’ agosto 2006 quando all’ improvviso agli oltre 100 pc della procura vennero disabilitate le tastiere. Da allora, sono stati effettuati altri tre attacchi, tutti analoghi a questo e tutti probabilmente riconducibili alla stessa persona.”

http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/genova/2008/10/31/1101854227568-hacker-genova-ha-violato-altre-procure.shtml

Ma chi è che attacca le procure? E per quale motivo? La Mafia? La Falange Armata? I Poteri Occulti?

“Le prove raccolte dal procuratore aggiunto Mario Morisani e dal sostituto Paola Calleri indicherebbero infatti come responsabile dell’attacco un tecnico con una conoscenza approfondita della Rete del Tribunale e “in possesso di competenze e accessi privilegiati”. Il colpevole sarebbe quindi uno dei tecnici che si occupa quotidianamente dell’efficienza della rete, e il movente sarebbe stato ottenere il pagamento per la riparazione dei danni.”

http://www.agendacomunicazione.it/?id=2832&tsd=1

Nessun complotto. La soluzione sarebbe molto più prosaica. Il tecnico creava i danni per poi ripararli. In tempi di crisi se il lavoro non c’è lo si crea con un po’ di creatività (informatica creativa si chiama).