La Microsoft Sostiene Obama

Dopo l’ubriacatura mediatica cerchiamo di capire razionalmente chi è il nuovo presidente USA, cercando di non cadere nella trappola emotiva e di non farci affascinare dagli slogan e dal culto della personalità.

Il “cambiamento” è stato il perno della campagna elettorale del senatore afroamericano. Ma sarà proprio cosi? Cosa cambierà almeno nel nostro settore, quello che più ci interessa, ovvero Internet e computer, libertà digitali e copyright?

Probabilmente non molto, anzi nulla visto chi sono i finanziatori della campagna elettorale del neo eletto presidente:

“Dopo aver spulciato i rapporti finanziari che i due candidati presidenziali trasmettono alla Commissione Elettorale Federale, il prestigioso Centerfor Responsive Politics (organizzazione non governativa Usa che monitora i legami tra finanza e politica) ha pubblicato sul suo sito web OpenSecrets.org la lista dei maggiori sostenitori di Obama e McCain. In cima alla lista dei ‘contributors’ del giovane senatore democratico dell’Illinois (assieme a grandi Università come Harvard e Stanford, giganti dell’informatica come Microsoft, Google e Ibm, major cinematografiche e televisive come Time Warner e National Amusements e i più potenti studi legali Usa), troviamo anche Goldman Sachs, JPMorgan Chase, Citigroup, Unione Banche Svizzere e Morgan Stanley. Pesi massimi del sistema finanziario Usa che, pur avendo finanziato entrambi i candidati, stando alle cifre hanno chiaramente favorito quello democratico.”

Sempre leggendo l’articolo pubblicato su NoReporter apprendiamo che i poteri finanziari fortissimi hanno decisamente puntato su Obama; si poteva capire benissimo che avrebbe vinto Barack Obama leggendo i dati dei finanziamenti, senza aspettare le elezioni:

“Obama ha preso – tramite donazioni personali, mai aziendali – 874 mila dollari dalla Goldman Sachs (che a McCain ha dato solo 228 mila dollari), 581 mila dalla JPMorgan Chase (a McCain solo 215 mila), altri 581 mila dalla Citigroup (a McCain solo 296 mila), 454 mila dall’Unione Banche Svizzere (a McCain solo 147 mila) e 425 mila dalla Morgan Stanley (a McCain solo 262 mila). Altre grandi banche hanno finanziato la campagna dell’anziano candidato repubblicano (e non quella di Obama), ma con cifre assai più esigue: 359 mila dollari la Merrill Lynch, 178 mila il Credit Suisse, 159 mila la Wachovia, 143 mila la Bank of America, 115 mila dalla Lehman Brothers e 113 mila dalla Bear Stearns.”

Te lo do io il tanto sventolato finanziamento popolare!

Anche le speranze che ci sia un mutamento sulla politica estera appaiono molto deboli, visto chi è il suo consigliere in materia:

“L’altro mentore di Barack Obama in materia di guerra al terrorismo è il suo consigliere per le politica estera, il vecchio Zbigniew Brzezinski, uno che di Afghanistan, Pakistan e di terroristi islamici se ne intende. Fu lui, infatti, che in qualità di Consigliere per la Sicurezza Nazionale del presidente Jimmy Carter, ideò l’Operazione ‘Ciclone’ con cui la Cia arruolò, armò e addestrò i futuri terroristi islamici (Bin Laden compreso) per combattere i russi in Afghanistan. Brzezinski – cofondatore nel ’73 della Commissione Trilateraleè stato un vero creatore di mostri, se si tiene conto che fu sempre lui a convincere la Cina a sostenere Pol Pot in funzione antivietnamita. Speriamo che con la vecchiaia sia migliorato.”

http://it.peacereporter.net/articolo/12614/Il+comandante+Barack

Certo, bisogna dargli tempo. L’inizio non è però incoraggiante. Alla guida del gabinetto è stato infatti nominato Rahm Emanuel, figlio di un esponente del gruppo terroristico Irgun, attivo in Palestina tra il 1931 e il 1948, volontario nella prima Guerra del Golfo nel 1991.

Il quadro complessivo non mi sembra incoraggiante.