Il Codice a Barre nella Cyberwarfare tra Israele e Palestina

Era il 5 ottobre 1973 giorno dello Yom Kippur, festività ebraica. I paesi arabi confinanti con Israele sfruttarono il giorno di festa per sferrare un attacco a sorpresa contro il Paese della stella di David . Dopo 25 anni Israele sfrutta e ribalta la tattica dell’attacco a sorpresa. E’ infatti un sabato, giorno sacro per gli ebrei, il 27 dicembre del 2008 che Tsahal colpisce Gaza.

L’Operazione Piombo Fuso, operazione militare portata dall’esercito israeliano contro la Striscia di Gaza con la finalità di neutralizzare Hamas, ha avuto ripercussioni anche nel mondo virtuale.

Sono stati riportati centinaia di attachi informatici contro siti israeliani e USA, defacement di protesta contro l’aggressione sionista.

Nulla di nuovo. Defacement e netstrike sono oggi armi spuntate, banali, che non suscitano l’interesse dei media, ed essendo di fatto la mobilitazione dei media lo scopo principale di tali azioni, il risultato è fallimentare. Basti pensare al netstrike dell’Onda Anomala in chiave anti-Gelmini, passato completamente inosservato e quindi inutile.

Oggi un defacement per aver un minimo di impatto deve essere particolarmente clamoroso. Un esempio lo abbiamo avuto con l’attacco al sito web del Cern in occasione dell’esperimento “buco nero”.

L’esercito di Israele (IDF, Israele Defence Force) ha risposto all’offensiva cyberspaziale aprendo un canale Youtube dove vengono mostrati i video esclusivi delle operazioni di guerra.

Altra forma di protesta anti-Israele è il boicottaggio dei prodotti provenienti dal Paese mediorientale. Anche in questo caso protesta sterile, in quanto non è molto agevole fare la spesa con un lista di marche da depennare.

Un’interessante variante di questa forma di boicottaggio è quella che ho trovato in un articolo su comedonchisciotte.org. L’articolo introduce la variante “codice a barre”.

Per individuare i prodotti da boicottare, invece di andare a fare spesa con una black-list, si controlla il codice a barre del prodotto: se i primi numeri sono 729 significa che il prodotto stesso proviene da Israele, e quindi è da evitare.

Non so fino a che punto un boicottaggio di prodotti possa colpire realmente uno stato come Israele. Comunque il metodo del codice a barre mi sembra l’unica novità di una guerra antichissima che non vede soluzioni all’orizzonte.

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