3 Consigli sull’Hacking che ho Imparato dal Mago Silvan

Chi ha qualche anno in più ricorderà sicuramente Silvan, il grande illusionista veneziano celebre in tutto il mondo che raggiunse l’apice della popolarità negli anni ’70.
I più giovani invece conosceranno Silvano il Mago di Milano, la parodia interpretata da Raul Cremona a Zelig.

Silvan negli anni ’70 era una vera celebrità,  spesso ospite di trasmissioni televisive, o addirittura titolare di programmi Rai (c’era solo la Rai!). Insieme alle sue apparizioni televisive era noto per la pubblicazione di alcuni libri. Il più celebre era “il manuale di Silvan”.

Questo libro,  insieme al “manuale delle Giovani Marmotte” e al “manuale di Paperinik” era un vero miraggio per i bambini anni ’70. Possederlo significava avere accesso ai gradi più alti della conoscenza, un po’ come se fosse il Necronomicon. Bastava accennare al fatto di conoscere qualcuno che lo possedesse per essere immediatamente guardati con un misto di timore e invidia.

Il manuale di Silvan conteneva una biografia dell’illusionista, alcuni esercizi quotidiani e una serie di giochi, alcuni anche molto interessanti. Dall’ultima volta che ho sfogliato quel libro saranno passati 25 anni, prima che magicamente svanisse. Ma ricordo ancora i tre consigli fondamentali di Silvan. Consigli che possono rivelarsi estremamente utile anche a chi voglia misurarsi nell’arte dell’intrusione.

1. Conoscere un trucco è niente
Per un hacker, conoscere una tecnica o un exploit, ma anche una metodologia non serve a nulla. Può tornare utile in qualche discussione da bar (o in qualche blog o forum). Ma una conoscenza astratta alla fine non può nemmeno dirsi conoscenza.

2. Saperlo fare è già qualcosa
Sapere mettere in pratica la tecnica o saper eseguire un exploit è già qualcosa. Ma non basta. Sfruttare un bug in laboratorio o in un ambiente controllato può essere interessante a livello dimostrativo o didattico, ma non basta se l’obiettivo è introdursi  furtivamente in un sistema.

3. Saperlo presentare è tutto
Affrontare un hackeraggio vero comporta imprevisti e incognite. Oltre alla conoscenza delle tecniche occorre l’esperienza che permette di adattarsi alle situazioni non previste. Bisogna saper scegliere i tempi giusti e gli strumenti giusti. Il tutto mentre si è sotto pressione: un errore può essere fatale. Basta un gesto sbagliato dell’illusionista e tutto il lavoro svolto crolla.

Un esempio mirabile dell’applicazione del terzo consiglio è l’attacco di Natale di Kevin Mitnick: miscela di costanza, determinazione, capacità di scegliere le tattiche giuste e di metterle in pratica in maniera impeccabile nei tempi giusti.

La prossima volta che a Zelig vedrete Silvano il Mago di Milano ripensate ai tre consigli del grande Silvan.

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