La Guerra Fredda dell’Open-Source

Non ho particolare simpatia per il nuovo presidente USA Barack Obama, anzi ho molti dubbi. Basta guardare chi sono i suoi finanziatori e da chi è formato lo staff che ha portato l’ex senatore alla Casa Bianca per avere moltissimi sospetti.

Una cosa però veramente ridicola è l’obamismo, l’atteggiamento isterico che ha pervaso l’opinione pubblica mondiale (e italiana), autentica mania di massa, misura dell’irrazionalità e della capacità propagandistica dei media.

Un esempio di questo obamismo è l’articolo Obama Apre all’Open Source, Brunetta firma un accordo con Microsoft apparso su Geekissimo. In realtà una non-notizia. La presunta apertura di Obama all’open source (attenzione, non a Linux):

“Secondo quanto riportato dalla BBC, infatti, tra una telefonata ai leader mediorientali ed un’occhiata alla crisi globale, il neo-presidente a stelle e strisce ha trovato il tempo di affidare a Scott McNealy, co-fondatore di Sun Microsystems, la stesura di un progetto relativo all’adozione dei software open source nella pubblica amministrazione

Quindi la fonte sarebbe la BBC, si parlerebbe genericamente di open-source nel contesto di un fumoso progetto. Poco più che un gossip. Però è Obama e quindi è come se ormai gli USA utilizzassero Linux ovunque.

Dall’altra parte si parlava di un accordo siglato tra Brunetta e Microsoft, non una cosa fumosa ma nero su bianco, per digitalizzare le strutture pubbliche a costo zero! Però lo ha fatto Brunetta ed essendo il ministro italiano si tratta comunque di una porcheria! I cattivi frutti dell’anti-politica e  un po’ di banalità.

Torniamo ad Obama per introdurre un nuovo attore in questa commedia del rapporto tra open-source e Stati. Come dicevo ho molti dubbi sul nuovo presidente americano. Però potrebbe sorprendermi, ribellarsi ai mariuoli che ha intorno e che lo hanno messo lì e diventare veramente un buon presidente. Un precedente esiste: è il caso di Vladimir Putin.

L’ex presidente russo (attuale primo ministro) fu portato al Cremlino da una cricca delinquenziale per garantire la continuità dell’amministrazione mafiosa di Eltsin , l’epoca degli oligarchi filo-occidentali impegnati a derubare la Russia delle proprie risorse per metterle nelle mani della finanza internazionale, ovvero quelli che hanno provocato la catastrofe finanziaria.

Ebbene Putin, evidentemente supportato da una potente lobby che per anni era rimasta nell’ombra, dormiente in attesa di tempi migliori, lobby basata sullo scheletro dell’ex KGB, è riuscito nel giro di pochi anni ad affrancare la Russia dalle ruberie dell’imperialismo anglo-americano. Se c’è riuscito Putin ce la potrebbe fare anche Obama.

L’azione di Putin e il progressivo affrancamento russo dalla pressione imperialista anglo-americana ha avuto naturalmente la conseguenza di una campagna mediatica, militare ed economica aggressiva verso la nuova leadership russa. Nella visione manichea della realtà-Matrix creata dai media filo-occidentali, Putin diventa un potenziale “nuovo Hitler” di turno.

Forse anche per questo motivo alcune notizie dalla potenza eurasiatica passano in secondo piano. Per esempio la Russia avrebbe intenzione di creare un “sistema operativo nazionale” per sostituire Windows. La proposta verrà presentata prossimamente alla Duma, il parlamento russo.
Il sistema operativo nazionale dovrebbe essere basato su GNU/Linux.

Questa è una notizia più concreta rispetto al vago e fantomatico progetto obamiano. Se la scelta di Mosca verso l’adozione di un sistema operativo nazionale alternativo alla dittatura microsoftiana (e quindi americana) dovesse andare a buon fine, rappresenterebbe un passo importantissimo verso una dipendenza meno marcata dagli USA, sarebbe un esempio che l’Italia e l’Europa dovrebbero seguire, magari in collaborazione con la potenza dell’Est.

Staremo a vedere chi vincerà la guerra fredda dell’open-source.

8 Commenti

  1. d’accordo su ogni punto.. anche su obama. ma ti consiglio di leggere più e meglio riguardo putin. magari con fonti prettamente non occidentali, così il “conflitto d’interessi” sparisce. la politoskaia è solo uno delle innumerevoli schifezze di putin. anche il caro silvio l’aveva capito, facendo il simbolo della mitraglietta se ricordi.. 😉

    bell’articolo cmq, e poi finalmente c’è qualcuno che ha aperto gli occhi su obama.

    PS. ho fatto un post solo politico. pardon. eviterò di ripetermi in futuro. 🙂

  2. @Mattia: antiamericano? Se vogliamo fare il giochino delle etichette e degli slogan e riproporre guelfi vs ghibellini più che antiamericano diciamo antiamericanista o antioccidentalista, ma anche europeista con prospettiva eurasiana/eurosiberiana…
    Naturalmente la realtà è più complessa, articolata, ma non è questa la sede e sono anche OT.
    Cmq tra quelfi e ghibellini sono per i ghibellini 😉

  3. Quoto in pieno axel619, le porcherie che ha fatto Putin lo mettono sullo stesso piano di qualunque “cricca delinquenziale”, e in questo i media occidentali non centranop proprio nulla…

  4. @dadex: allora puoi quotare pure me, visto che l’ho scritto io che Putin è stato portato al potere da una “cricca delinquenziale”. Ho pure scritto che è supportato dal KFB e ti assicuro che non è un complimento. Non ho scritto che Putin è un santo: la politica non va d’accordo con la santità, e neppure con il moralismo.
    Ma le cose non sono completamente bianche o nere, Putin ha avuto anche dei meriti (considerando anche il contesto russo): negarlo significa cadere pedissequamene nella propaganda.
    Putin riuscì ad affrancarsi da Berezovsky, vediamo se Obama riuscirà ad affrancarsi da Brzezinski e Soros. Se ci riuscirà meglio per lui e per noi.

  5. Per carità.. in Italia le etichette sono usate fin troppo e spesso a sproposito per nascondere i problemi veri. Era una provocazione. L’articolo mi sembra partire in quarta sulle ipotesi di un atteggiamento politicizzato che avrebbe portato ad un’eccessiva enfasi verso le proposte di Obama, trattato con troppa severità l’accordo con MS di Brunetta e con troppa indifferenza lo proposta di Putin di sviluppare un sistema Linux russo. Hai giudicato l’annuncio riguardo Obama come puro gossip, mentre quello di Putin come un fatto quasi certo. Non l’ha ancora sottoposto all’attenzione del parlamento e lo consideri quasi come cosa fatta. Gossip anche quello, imho. Riguardo l’accordo con MS poi… non conosco il contenuto ma nutri dei dubbi che MS abbia fatto un suo interesse?

  6. @Mattia: dovrebbe esserci già stata la discussione alla Duma. La proposta è stata avanzata dal presidente della sottocommissione per lo sviluppo tecnologico Ilya Ponomarev. Nel frattempo:
    “Red Hat had a meeting with the Russian communications ministry, which announced that the development of free software in Russia was one of its priorities. One concrete idea they talked about was using the Russian Fedora project as a step towards creating a national operating system”

    http://opendotdotdot.blogspot.com/2009/02/fedora-as-basis-of-russias-operating.html
    http://news.slashdot.org/article.pl?sid=09/02/10/1446207&from=rss

    Intanto dopo Cina, Russia e forse altri di cui non ho notizia, pare si aggiunga anche Cuba a questa comitiva.

    Per quanto riguarda MS: lo scopo di Microsoft (e di qualsiasi corporation) è il profitto.

  7. magnifico, ma quando hai scritto il post era ancora gossip. E francamente la notizia riguardo Cuba, Russia e Cina mi sembra abbiano avuto lo stesso risalto e più o meno le stesse reazioni della notizia riguardante Obama.
    Il problema di MS non è che cerca il profitto, ma come (boycottnovell.com). Bisognerebbe sapere qualcosa di più di questo accordo. Potrebbe sembrare un affare, ma dubito che lo sia.

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