La Cyberwarfare Anticipa Tensioni Internazionali

Era il 1983 quando, in piena Guerra Fredda, apparve il film “War Games“, film che influenzò generazioni di pirati informatici o aspiranti tali (compreso il sottoscritto). In quella pellicola un adolescente dotato di personal computer portò il mondo sull’orlo di una guerra nucleare globale.

All’epoca l’idea di un mondo collegato da una rete di computer globale era remotissima. O meglio: reti informatiche erano già diffuse (si pensi al sistema telefonico); quel film però rivelò la possibilità che un “comune mortale” potesse interagire con i sistemi di corporations, agenzie governative, militari. Anche l’idea di cyberwarfare era impensabile, se non nelle menti di futurologi visionari.

Da quei giorni il mondo è cambiato moltissimo. Per un certo periodo, dopo la caduta del muro di Berlino, gli hackers hanno giocato. Ma dagli anni 2000, l’avvento della globalizzazione e del terrorismo internazionale il gioco si è fatto più duro.

Dalla pubblicazione del libro “Guerra senza limiti” dei colonnelli cinesi Qiao Liang e Wang Xiangsu, i quali nel 1999 definirono Osama Bin Laden “l’interprete più efficace di un nuovo tipo di guerra“, il concetto di cyberwarfare, insieme a quello di guerra asimmetrica si è diffuso; la guerra informatica è diventata sempre più attuale.

Già tra la fine del 1999 e l’inizio del 2000, in pieno boom della “new-economy” un attacco DoS riuscì a giungere fino alla ribalta dei telegiornali di tutto il mondo (compresi quelli nazionali), quando Yahoo, CNN, eBay e altri impotanti siti furono colpiti da un attacco paralizzante. Attacco di cui fu successivamente accusato un ragazzino.

Ma la consacrazione della cyberwarfare giunge nel 2007, quando un attacco DDoS colpisce in modo massiccio un Paese Nato: l’Estonia. Anche in occasione della guerra tra Georgia e Russia le tensioni vengono anticipate da alcune scaramucce nel web.

Oggi la cyberwarfare non è soltanto un nuovo strumento bellico e di spionaggio in dotazione a gruppi di potere, militari e/o civili, pubblici o privati, occulti o meno. E’ anche un indicatore, una spia delle tensioni internazionali e geopolitiche, tensioni che potrebbero esplodere o essere risucchiate dalla diplomazia, forse temporaneamente in attesa di una nuova crisi.

Chi segue l’argomento da anni non si sorprende degli sviluppi attualmente sotto gli occhi tutti. Chi nel 2006 leggeva PillolHacking.Net, sapeva del dispiegamento da parte dell’esercito di liberazione popolare cinese (PLA) di unità di guerra cibernetica incorporate in esercitazioni convenzionali.

L’attacco contro Google che nelle settimane scorse ha scosso i rapporti sino-americani, rapporti complessi e tesi da anni e resi ancor più complessi e tesi dall’attuale crisi sitemica globale, può sorprendere solo chi non fosse a conoscenza dell’operazione Titan Rain, attacco proveniente dalla Cina, che nel 2003 allarmò i vertici militari del Pentagono, a causa della pericolosità e della professionalità degli attaccanti.

Ultimo caso clamoroso è quello della situazione in Kirghizistan. La situazione di tensione apparve già agli studiosi di cyberwarfare nel 2009, quando un attacco DDoS paralizzò la repubblica ex-sovietica, evidenziando già allora le probabili motivazioni all’origine della situazione attuale.

Quello che nel 1983 poteva sembrare il gioco di un adolescente oggi è realtà. Osservando con attenzione gli eventi che si svolgono nel ciberspazio, nuovo campo di battaglia, è possibile anticipare e prevedere punti di tensione internazionale e geopolitica: punti di tensione pronti ad esplodere.

One comment to “La Cyberwarfare Anticipa Tensioni Internazionali”
  1. Pingback: L’Iran Sventa un Attacco Digitale alle Piattaforme Petrolifere | PillolHacking.Net

Comments are closed.