Stretta è la Linea che Divide l’Hacking dal Cracking…

Come tutti sapete in questo blog si parla dell’hacking in tutte le sue sfaccettature. Ci sono articoli teorici, altri che spiegano alcune tecniche di intrusione, altri ancora sono solo dei commenti grazie ai quali abbiamo fatto delle riflessioni su questo mondo oscuro alla maggioranza.

Mi sono reso conto che, però, non abbiamo mai parlato della differenza tra hacking e cracking dando questa informazione per scontata. Questo articolo si pone l’obiettivo di fare chiarezza sull’argomento: quando un hacker diventa un cracker?

Prima occorre fare delle precisazioni. Questo argomento è molto discusso e molti hanno opinioni contrastanti in materia, quindi è ovvio che ognuno se ne fa una sua. Io cercherò di essere il più obiettivo possibile tentando di esporre i fatti senza dare giudizi anche se, visto l’argomento che sfiora la filosofia, non sarà facile. Cominciamo!

Iniziamo col dire che l’hacker e il cracker, a livello teorico, hanno la stessa conoscenza infatti la differenza tra questi due personaggi riguarda solo l’etica con la quale svolgono attività legate alla materia in questione. Di etica abbiamo già parlato qui su PH, ma oggi vogliamo scendere ancora più a fondo nella questione. Cosa fa porta un hacker a diventare cracker?

La risposta è: NIENTE. Perchè? Perchè la differenza tra hacking e cracking è solo un punto di vista, nella maggioranza dei casi. Facciamo un esempio: i partigiani durante la seconda guerra mondiale venivano considerati dei traditori criminali dai fascisti, oggi vengono considerati eroi. Quando cambia un governo i traditori diventano eroi e gli eroi traditori, è solo una questione di punti di vista.

Facciamo un’altro esempio attinente: Gary McKinnon. Se leggete un po’ di storia di questo grande hacker scoprirete che tutti i suoi “crimini” sono dovuti alla sua passione per gli UFO. Ha forse tradito qualche punto dell’etica? No, il suo scopo era la conoscenza: scoprire notizie classificate top secret! Il problema è che per farlo ha violato numerose leggi. Se guardiamo la vicenda dal punto di vista legale non possiamo fare altro che definirlo un cracker, ma se non teniamo conto di quest’ultimo aspetto la sua impresa è il lavoro dell’hacker per eccellenza.

Come avrete già capito queste definizioni si intersecano fra di loro fino a creare un groviglio quasi inestricabile. Mi viene in mente un commento di un personaggio che si faceva chiamare Sophos. Costui intervistato da una nota casa di produzione riguardo agli White Hat (come si definiscono gli hacker etici) ha detto che costoro nascondono la loro voglia di cracckare sistemi dietro la loro etica, ma in fono erano esattamente come lui: le leggi non gli interessavano erano solo legati alla loro mania ossessivo compulsiva.

In conclusione possiamo dare una definizione in modo che, almeno mentre leggete gli articoli pubblicati qui sul blog, non abbiate dubbi. Il cracker è colui che compie azioni criminose con il solo scopo di fare danni, non ha un’etica personale distrugge per divetimento. L’hacker è colui che usa le proprie capacità per incrementare la sua conoscenza.

5 Commenti

  1. Ancora con queste pippe della terminologia? 😀

    Ma i “professional hacker”, quelli che lo fanno per lavoro, dove li collochi? Sì, proprio quelli che penetrano nei sistemi per rivendere le informazioni (vedi spionaggio industriale), o ancora quelli che lavorano per i militari ed infine coloro che lavorano per grosse aziende e sviluppano nuovi protocolli ecc…

    Si fa prima a scrivere “black hat” e “white hat”… Per tutto il resto c’e’ Mastercard.
    Ciao
    WebDataBank

  2. Come dicevo nell’articolo (forse non mi sono spiegato) tutto è un punto di vista. Prendiamo il caso quello che dicevi tu: lo spionaggio.
    Lo stato A spia lo stato B. Dal punto di vista dello stato A chi cracca il sistema del B è l’eroe di turno, il genio, la persona da imitare. Dal punto di vista del B è un cracker maledetto, un criminale immondo un filibustiere.

    Anche le definizioni white hat e black hat sono solo e nient’altro che punti di vista…ti riporto un pezzo dell’articolo:

    “Mi viene in mente un commento di un personaggio che si faceva chiamare Sophos. Costui intervistato da una nota casa di produzione riguardo agli White Hat (come si definiscono gli hacker etici) ha detto che costoro nascondono la loro voglia di cracckare sistemi dietro la loro etica, ma in fondo erano esattamente come lui: le leggi non gli interessavano erano solo legati alla loro mania ossessivo compulsiva”

  3. “La differenza fondamentale è questa: gli hackers costruiscono le cose, i crackers le rompono.”

    E questo è un passaggio del Jargon file, non credo qualcuno possa discutere una fonte tanto autorevole.

    Ribadisco, un HACKER non “buca” i sistemi … li migliora, cerca soluzioni alternative ed ingegnose per risolvere i problemi che un dato sistema ha.

    Un CRACKER buca i sistemi informatici … che lo faccia per etica, soldi, lavoro o divertimento … resta sempre e comunque un cracker.

    Ripeto, ho citato il Jargon, quindi dubito che qualcuno possa dire il contrario … in tal caso sarebbe come contraddire il dizionario XD

  4. Penso che in questa frase riassuma in maniera magistrale la differenza sostanziale che esiste tra questi due personaggi. Hai fatto bene a citarla, mi sembra una conclusione ottima!

    Stavolta evil sono d’accordo con te! :p

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  1. Technotizie.it

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