Hackerare un’Automobile non è Semplicissimo (per ora)

Non è sicuramente spettacolare come hackerare  un aereo, ma anche l’hacking di un’automobile può avere un certo fascino. In un interessante studio realizzato dal “Center for Automotive Embedded Systems Security (CAESS)” (nato in collaborazione tra ricercatori dell’Università di San Diego e l’Università di Washington), che sarà presentato in occasione dell'”IEEE Symposium on Security and Privacy” che si terrà il 19 Maggio a Oakland, viene mostrato come l’introduzione invasiva dei sistemi computerizzati nelle automobili possa comportare dei seri rischi di sicurezza.

La ricerca (Experimental Security Analisys of a Modern Automobile) è stata condotta su due modelli di automobili introdotti nel mercato USA nel 2009. I ricercatori, tramite reverse engineering e fuzzing, hanno analizzato i diversi sistemi elettronici, i protocolli di comunicazione, i meccanismi di sicurezza e i dispositivi di interfaccia (anche wireless), scoprendo una quantità sorprendente di vulnerabilità che consentono il controllo completo del veicolo da parte di un intruso, dal semplice attacco DoS, al controllo del motore e dei freni.

Dobbiamo quindi immaginare un futuro prossimo dove le automobili saranno gli zombi di botnet a quattroruote? Probabilmente no. I ricercatori tengono a sottolineare che riprodurre nel mondo reale questi attacchi sarebbe estremamente complesso; la loro ricerca è orientata soprattutto alla sensibilizzazione dei responsabili dell’industria automobilistica a non sottovalutare i rischi di una computerizzazione radicale delle automobili, senza tener conto dei rischi che questo potrebbe comportare.

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