Cyberwarfare e Politica

L’eco della vicenda nel worm Stuxnet, che per un istante ha attirato l’attenzione dei media internazionali, si è già spenta da alcuni giorni, essendo la notizia ormai vecchia e superata, tritata e digerita dal meccanismo infernale che è la fabbrica di notizie da dare in pasto all’opinione pubblica mondiale. C’è però un aspetto che voglio approfondire, ovvero il rapporto tra cyberwarfare e politica.

Ho già espresso i miei dubbi sulle origini governative del worm. Considerando che oltre all’Iran sono state colpite pesantemente dal worm nazioni come India e addirittura Cina, mi sembra improbabile che USA o Israele lancino un worm alla cieca per colpire la centrale iraniana.

Il fatto che Stuxnet non sia frutto di un governo, non significa però che i governi (o servizi di sicurezza di qualche Stato) non possano utilizzare la vicenda Stuxnet per fini politici o di propaganda, Per esempio, l’Iran non ha esitato ad esaltare i potenti mezzi della Repubblica Islamica:

“L’intelligence iraniana è in grado di battere il virus informatico che secondo alcuni esperti sarebbe stato sviluppato per infettare i computer utilizzati nei programmi nucleari iraniani: lo ha affermato il Ministro competente per i servizi segreti, Heidar Moslehi, le cui dichiarazioni sono state riportate dalla televisione di Stato iraniana. Moslehi ha anche reso noto che le autorità hanno arrestato un numero imprecisato di “spie nucleari”.

In risposta a questa notizia di chiara impronta propagandistica, i simpatici amici di Debka (sito che secondo alcuni sarebbe un’emanazione del Mossad), tentano di rendere torbide le acque, o meglio i rapporti tra Iran e Russia, pubblicando questa nota disinformativa:

“Debkafile’s Western sources report that the hundreds of Russian scientists, engineers and technicians employed in Iran were responsible for installing the Siemens     control systems in Iran’s nuclear complex and other facilities which proved most vulnerable to the cyber attack. They were the only foreigners with access to these heavily guarded plants. At Bushehr, for instance, the Russian personnel enjoyed full access to all its systems. “

Non c’è bisogno di precisare che nessuna delle due “notizie” ha avuto ulteriori commenti o sviluppi.

Se i governi non fanno uso di worm e virus per sabotare i nemici, hanno invece sempre utilizzato la disinformazione e la propaganda per influenzare l’opinione pubbica (nazionale o internazionale), e non credo che la situazione cambierà molto a breve.

Forse con Stuxnet siamo effettivamente entrati in una nuova fase della cyberwarfare, ma non è affatto detto che siano i governi gli attori principali di questo nuovo scenario.