Fantasmi della rete – Unità 731 – Ebola

3.

Dopo molte ore di lavoro estenuante, Ebola decise di alzarsi per andare a mangiare qualcosa. Nella sua dispensa, come al solito, non mancavano mai birra e biscotti. Ora si trovava in una parte del mondo in cui molti generi alimentari erano di difficile reperibilità. Il cracker, comunque sapeva come cavarsela.

Dopo le vicende avvenute qualche mese prima le sue manie ossessivo-compulsive non erano affatto diminuite. Continuava a essere attratto dalla violazione dei sistemi informatici, ormai era dipendente e non voleva staccarsi dalla sua vita basata su password, bug e firewall.

Si rendeva conto che le sue ossessioni non erano normali ma, in definitiva, non gli importava più di tanto. Penetrare nei sistemi informatici più inaccessibili gli dava una sorta di carica che non poteva spiegare. Si sentiva appagato, onnipotente. Più i sistemi diventavano complessi e più era divertente bucarli; più la polizia cercava di incastrarlo e più si divertiva a creare diversivi per diventare un fantasma. Un fantasma che elude le regole della rete, uno spettro che c’è, e poi scompare.

Questa era la sua natura e non aveva alcuna intenzione di cambiarla. Si divertiva e guadagnava abbastanza denaro da potersi permettere tutto ciò che voleva. Anche se, suo malgrado, poteva utilizzare ben poco dei suoi profitti, in quanto la polizia lo braccava ovunque andasse.

Ultimamente si era stabilito nella Cina comunista. Pechino era un nascondiglio perfetto, con i suoi sette milioni e mezzo di abitanti rendeva un singolo individuo praticamente introvabile; inoltre la popolazione era doppia se si contava anche l’area circostante alla città.

L’unico inconveniente di quel nascondiglio risiedeva nella politica cinese riguardo a internet. Molte pagine web riguardanti l’indipendenza del Tibet, il Dalai Lama o il movimento Falun Gong erano oscurate. Chiunque provasse a connettersi a queste pagine o a scrivere sul web messaggi anticomunisti sarebbe stato arrestato. A causa di tutto ciò la Cina aveva sviluppato un sistema di sorveglianza e di censura internet tra i più efficaci, se non il più efficace, del mondo. Questo arrecava non pochi problemi al cracker che doveva usare tutta la sua abilità anche per le operazioni più semplici come crackare un sito web o mandare in overflow un server; in compenso i suoi servigi erano molto richiesti dalla piccola criminalità che lo pagava profumatamente per operazioni che, in qualsiasi altro stato del mondo, anche un bambino avrebbe saputo fare. Per esempio era stato pagato da un partito politico segreto per trovare informazioni online sulla repressione delle minoranze. Questo tipo di “lavoro” non lo esaltava, ma doveva pur vivere in qualche modo e, secondo la sua opinione, quelli erano soldi facili.

Tutto ad un tratto sentì bussare alla porta. Non aveva idea di chi potesse essere, di solito non riceveva mai visite inaspettate.

Si avvicinò alla porta e guardò dallo spioncino. Nessuno. Aprì la porta si sporse leggermente per controllare se c’era qualcuno sulle scale ma non vide nulla. Abbassò lo sguardo. A terra c’era una lettera sigillata.

Tornò dentro casa e sedutosi vicino al PC aprì la lettera. Era scritta a mano in un inglese un po’ stentato e con diversi errori di ortografia e grammatica:

Buongiorno Ebola. Noi non ci conosciamo personalmente. Mi chiamo Chin Quang. Ho bisogno del suo aiuto immediatamente. Vediamoci domani mattina alle 9:00 nel ristorante qui sotto; c’è un tavolo prenotato a nome mio. Ovviamente sarai pagato profumatamente. Purtroppo non posso scriverti via mail perché sono controllata. Se non sei interessato non presentarti.

“Sono controllata…una donna” si disse. Non si spiegava che problema potesse essere così urgente e così importante da farla bussare alla porta di casa sua. Tra l’altro, come aveva fatto a trovarlo? Chi era e che cosa voleva? Tutte queste domande esigevano una risposta. Quindi decise che sarebbe andato all’appuntamento.

La cosa che lo preoccupava maggiormente era che qualcuno era riuscito a scovare dove abitava e, se lo poteva fare uno, lo potevano fare tutti. Rimase turbato per tutta la giornata. Continuava a ripetersi che non c’era nessuno così in gamba da scovarlo…nessuno…nemmeno AlphaCentauriY2K.

2 Commenti

  1. Leggendo riga dopo riga ho la sensazione che il tuo modo di scrivere è semplice, non ricercato, e ogni tanto usi delle espressioni che mi fanno sorridere.
    Non so spiegarmi bene, ma è una cosa che si percepisce.
    Però il racconto mi sta prendendo e mi complimento con te.
    Bravo Daniele, continua così! 🙂

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