Fantasmi della rete – Unità 731 – AlphaCentauriY2K

7.

AlphaCentauriY2K, era assorto nei suoi pensieri, ormai erano pochi i momenti che riservava per pensare. La sua malattia, un tipo di distrofia muscolare, lo costringeva a letto e, ormai, non poteva praticamente più muoversi. L’unica cosa che gli dava ancora la spinta per andare avanti era il web.

Grazie alle sue risorse finanziarie era riuscito a sviluppare un sistema operativo incredibilmente avanzato. Gli era stato inserito un sensore nella tempia e impartiva i dati al computer direttamente con il pensiero, senza bisogno di muoversi. In questo modo era riuscito a mettersi in contatto con il mondo, a farsi tanti amici nei vari forum, ma soprattutto ad avere uno scopo nella vita. Il sistema operativo che aveva sviluppato gli permetteva di tenere sotto controllo ogni aspetto del PC, rasentava l’intelligenza artificiale da quanto era complesso, anche se, ancora non era arrivato a tanto. Il sistema operativo faceva esattamente tutto quello che gli veniva chiesto con un semplice pensiero.

La tecnologia che la società posseduta da Alpha aveva creato era senza pari. Negli ultimi due anni avevano fatto miriadi di test per capire se le onde trasmesse dall’impianto al cervello fossero dannose o meno. L’esperimento vivente era proprio lui, ancora qualche anno e quell’attrezzatura sarebbe stata alla portata di tutti i malati che avrebbero potuto, nel tempo che gli rimaneva da vivere, avere almeno una pseudo vita sul web.

I pensieri dell’uomo vennero interrotti da un messaggio che comparve sullo schermo da quaranta pollici che aveva installato proprio davanti alla sua faccia.

“Qualcuno sta tentando di accedere al PC di Leo, scopriamo un po’ chi è”.

Il computer tracciò il segnale all’indietro. Dall’elaborazione si poteva capire che chiunque stesse tentando di connettersi, senza successo ovviamente, al PC di Conti era un persona molto esperta. C’erano un groviglio di nodi di connessione impostati per non riuscire a capire l’origine del segnale. Passava da Torino, Lione, Greenwitch, Boston, Lima, Caracas e molte altre città prima di giungere alla fonte: un server di Hong Kong. Alpha riuscì a scoprire in circa trenta secondi la provenienza del segnale.

“Vediamo di capire chi è quest’hacker…”

Grazie all’indirizzo IP ricavato Alpha riuscì ad entrare nel computer di C4ss4ndr4 in pochi attimi.

“Abbiamo a che fare con un hackeressa, almeno credo, chissà cosa penserà quando vedrà il mio messaggio.”

Alpha inviò qualche stringa di codice per far apparire un messaggio nel desktop di C4ss4ndr4 dopo di che si disconnetté.

“Forse è meglio che parli anche un attimo con Leo…speriamo sia ancora sveglio.”

8.

Ebola uscì dal ristorante: “Certo che questa setta ne ha di pretese” pensò, da libero doveva diventare schiavo. Non ci pensava nemmeno. L’idea di far parte di questa organizzazione non l’aveva convinto sin dal principio; meglio la solitudine della schiavitù, questa era la sua politica da quando, molti anni prima era diventato un cracker di professione.

Quella donna, S1b1ll4, con il suo fascino l’aveva ammaliato, ma il suo orgoglio era più forte, non poteva accettare condizioni così umilianti.

“Meno male che sono riuscito a uscirne con stile” pensò “tanto, figuriamoci se Leonardo accetterà di entrare in una setta come questa, senza poi dimenticare che AlphaCentauriY2K non sarà mai d’accordo, e, senza di lui, anche Conti può fare poco. Forse dovrei avvertirlo del fatto che tra breve potrebbe ricevere una telefonata da questi pazzi, in fondo glielo devo…”

Questi pensieri continuarono ad attanagliare la mente di Ebola per tutto il lungo viaggio di ritorno verso la Cina. Ovviamente adesso avrebbe dovuto cambiare casa, visto che era stata scoperta. Il problema stava nel fatto che se l’avevano trovato una volta, potevano farlo ancora, ma l’hacker sapeva come rendere una ricerca estenuante fino all’inverosimile. Doveva nascondersi meglio possibile in modo che non potessero più dargli fastidio, anche se, rivedere S1b1ll4 non gli sarebbe affatto dispiaciuto.

Assorto nei suoi pensieri prese un taxi e si diresse verso un piccolo albergo in cui avrebbe passato la notte. L’aereo da prendere per tornare nella capitale cinese partiva l’indomani mattina, quindi aveva tutto il tempo per rilassarsi e pensare a quale strategia adottare; era sicuro che i membri della setta non si sarebbero dati per vinti, quindi sarebbe stato meglio fare molta più attenzione da ora in avanti.

Entrato nell’albergo chiese alla receptionist una camera singola. La ragazza, che non doveva avere più di vent’anni, con un sorriso gli diede la chiave di una stanza al terzo piano.

Ebola si diresse verso l’ascensore e salì fino al piano indicato.

Una volta entrato nella stanza si distese a riflettere. Ultimamente era diventato molto più riflessivo, il suo modo di vivere gli piaceva ma da quando aveva avuto a che fare con quel boss la sua vita era cambiata. Si rendeva conto che si stava stancando di essere sempre braccato, di non avere una fissa dimora, di restare sempre solo. Ormai non era più un ragazzino, inoltre anche il web stava pian piano perdendo tutto il suo fascino, i sistemi diventavano sempre più difficili da crackare ma sembrava che lui avesse tutte le chiavi di ogni porta, nulla gli dava più la soddisfazione di un tempo. Era come un gioco vecchio, voleva in realtà cambiare vita. Ma come poteva farlo?…era in trappola e non poteva uscirne. Era ricercato dalla polizia in ogni luogo in cui andasse, anche dalla polizia cinese che però, con i pochi mezzi che aveva a disposizione, non poteva nemmeno scalfirlo. Era sicuro che, prima o poi, sarebbe stato preso e allora la sua carriera sarebbe finita.