Fantasmi della rete – Unità 731 – I sistemi bancari.

9.

Lo sguardo del giovane era perso davanti alla TV. Se ne stava sdraiato sul divano con una birra tedesca nel vicino tavolino. Appena sentì trillare il cellulare si alzò e andò a prenderlo dove l’aveva lasciato, nella tasca interna della giacca. Si muoveva lento con le pantofole ai piedi e un pigiama di flanella addosso.

Prese il cellulare piuttosto stizzito fino a che vide che la comunicazione proveniva da Alpha:

“Accendi il PC e apri subito Thunderbird. Ti deve arrivare una mail importantissima.”

Leo si stupì molto. Questa fretta non era normale. Andò nel suo ufficio e accese il PC che, essendo in sospensione, in pochi secondi diventò operativo. Appena fu possibile aprì tutti i programmi di rito.

“Come mai tutta questa fretta?”

“Sta per arrivarti una mail da Hong Kong…se conti che lì sono le cinque del mattino puoi capire la mia fretta.”

“Hong Kong! Ma che succede Alpha?”

Alpha gli spiegò tutto quello che era capitato quella sera anche se non riusciva a capire perché qualcuno avesse tentato di bucare il PC di Leo.

“Ho capito Alpha. Quindi pensi che adesso C4ss4ndr4 mi contatterà?”

“Ne sono persuaso, aspetta e vedrai.”

“Va bene, tieni d’occhio l’ e-mail…vediamo che succede.”

Non dovettero aspettare molto prima di vedere il messaggio, era scritto in inglese, ma Leo aveva ormai acquisito una discreta padronanza di quella lingua. La mail proveniva da una casella di posta tedesca:

Salve Leonardo, sono C4ss4ndr4. Sono rimasta molto stupita dal tuo modo di operare. Non riesco ancora a capire come tu abbia fatto ad intercettare il mio segnale e a tracciarlo per arrivare fino a me. Io non avevo mai fallito, questa è la prima volta. Ora capisco perché ci sono delle persone nel nostro ambiente che ti rispettano molto. Avremo modo di rincontrarci. Arrivederci.

Non diceva altro. Leo si affrettò a rispondere:

Ciao C4ss4ndr4. Ti ringrazio per i complimenti e mi spiace di aver interrotto la tua lunga serie di successi, spero non illegali. Non capisco a chi ti riferisca dicendo che ci sono “delle persone” che mi rispettano, puoi spiegarti meglio?

Leonardo non si aspettava che la risposta arrivasse subito, aspettò davanti allo schermo, pensava a chi potesse essere quella donna. Ad un tratto arrivò un’altra mail.

In realtà io non potrei neppure parlare con te, il motivo verrai a saperlo in questi giorni, per cui ti invito a non dire a nessuno che ci siamo sentiti. Voglio comunque toglierti il dubbio perché, anche se non ti conosco, ho una certa stima di te. Il personaggio in questione è un certo Ebola e penso che tu lo conosca molto bene.

Rimase per un attimo impietrito a guardare e rileggere il messaggio che gli era arrivato. La donna, chiunque fosse, si era informata bene sul suo conto; ma come faceva a sapere che Ebola lo rispettava? Da quello che si evinceva dai giornali il cracker era scappato, lui era l’inseguitore e l’hacker l’inseguito. Non poteva lasciare la questione irrisolta.

Tu conosci Ebola? Mi sembra strano che parli di me.

La risposta non si fece attendere:

Certo che conosco Ebola, ci ho parlato ieri.

La curiosità di Leo prese il sopravvento

Siete amici?

Era proprio ansioso di vedere cosa avrebbe risposto a quella domanda. Chi poteva essere amico di Ebola?

Diciamo che potremmo diventare colleghi. Ma questo dipenderà molto da te. Ti saluto.

Questa sì che era una notizia. Colleghi! Ebola non avrebbe mai accettato di condividere qualcosa con qualcuno. Molte ipotesi cominciavano a delinearsi nella mente del giovane.

“Ehi Alpha!” scrisse nel messanger dedicato all’amico

“Strana conversazione”

“Concordo, non ci ho capito molto.”

“Nemmeno io, ma farò ricerche su questa C4ss4ndr4. Sicuramente è un hacker, o meglio, un’ hackeressa ;-).”

“Molto di quello che ha detto mi pare strano: colleghi, dipende da me, ma che dice questa?”

“Penso che lo capiremo molto presto.”

“Tra l’altro, sai che ho fatto una scoperta oggi pomeriggio?”

“Quale?”

“Ho capito cosa accomuna tutti i morti derubati.”

“Spara: sono curioso.”

“Avrebbero tutti centocinque anni…detto così non dice molto ma ho una teoria: secondo me qualcuno ha creato un software capace di selezionare le persone in base all’età. Una volta che ha cercato tutte le persone di centocinque anni, cerca se nelle varie anagrafi ci sono i certificati di morte, dopo di che cerca nelle banche se ci sono conti ancora intestati e, se li trova, si frega i soldi.”

“Bravo! In effetti, sto controllando in questo momento, hai ragione, se li si mette in ordine di data di nascita si nota chiaramente che in un anno vengono derubate persone che avrebbero, se fossero vive, centocinque anni. Questo ci dà un notevole vantaggio, possiamo prevedere chi saranno le prossime vittime. Mi preoccuperò di fare una ricerca negli archivi di stato per trovare tutti coloro che avrebbero centocinque anni quest’anno e poi mi giro un po’ di banche alla ricerca di conti correnti ancora esistenti. Solo una cosa mi pare strana…”

“Cosa?”

“Perché un cracker adotta un metodo così complesso per rubare denaro, se usa un software deve averci messo anni a svilupparlo, se lo fa a mano è un lavoro immenso che frutta poche migliaia di euro per volta…”

“Per non essere scoperto… In fondo, tra tutto, si è appropriato negli ultimi cinque anni di oltre centomila euro.”

“Un operaio in fabbrica guadagna sessantamila euro in cinque anni…un impiegato settantacinquemila…a cosa serve sporcarsi le mani per così poco? Ci deve essere qualcosa sotto. Poi c’è da dire qualcosa che nessuno ancora ha detto…”

“Cioè?”

“Sai come funzionano i sistemi delle banche?”

“In effetti…no.”

“Te lo spiego io” Alpha scrisse questi ultimi caratteri in corsivo come per canzonare Leo

“Dimmi signor so tutto io. xD

“Allora: i server in cui vengono tenuti i conti correnti sono offline. Praticamente un addetto ogni giorno prende le modifiche dai PC online e li trasporta nel server offline dopo una serie di controlli. Questo riduce a zero le modifiche non autorizzate che di fatto risultano impossibili per il personale interno. Gli archivi vengono controllati prima di essere messi all’interno dei server centrali quindi se qualche hacker si collega al terminale di un povero impiegato e fa qualche operazione, questa, non viene assolutamente conteggiata perché non era un’operazione autorizzata e il cracker ha rischiato per nulla.”

“E allora come hanno fatto a prelevare i soldi?”

“Questa è la parte più interessante. Gli unici movimenti online autorizzati sempre e comunque sono quelli effettuati dall’utenza. Mi spiego: se io entro con la mia username e password all’interno del mio conto e facessi un bonifico, il bonifico viene autorizzato dopo l’inserimento di una seconda password di cui sono in possesso solo io. Il modo per avere questa parola chiave varia da banca a banca. Sempre più enti usano delle chiavette con un numero di sei cifre che cambia ogni trenta secondi, nel server centrale è contenuto l’algoritmo di ogni singola chiavetta quindi una volta confrontato se la password è corretta si autorizza l’operazione. In pratica l’unico modo per prelevare soldi online è avere un accesso all’internet banking e conoscere username, password e avere la parola chiave di conferma dei bonifici.”

“Ma come fanno persone vecchie di centocinque anni ad avere l’accesso?

“Questo non lo so. Non mi capacito di come abbiano fatto. Qualcuno deve essersi introdotto nei database e autorizzato l’accesso…”

“Ma non si deve firmare un contratto?”

“Proprio questo è il problema…come hanno fatto a far firmare il contratto? Come hanno fatto a far comparire la firma del cliente senza che nessuno se ne accorgesse? Devo fare delle ricerche…ci sentiamo domani, intanto vedo di trovare le prossime vittime del furto.”

“Ok a domani, io parlo con Isabella e ti faccio sapere cosa ne viene fuori.”

Leonardo chiuse la comunicazione con Alpha. Stavano succedendo molte cose strane. Incominciò ad avere una brutta sensazione, una sensazione che gli diceva che si stava andando a cacciare in un’altra di quelle situazioni che avrebbe preferito evitare. L’ultima volta se l’era cavata ma non anelava a passare altri momenti come quelli che aveva già vissuto.