Fantasmi della rete – Unità 731 – Piani segreti

48.

La mattinata successiva Z3u5 e Leonardo furono convocati come previsto alla centrale di polizia. Il primo ad essere ‘interrogato’ fu Leonardo.

Bellinger e Loi avevano il loro solito travestimento: Tom aveva dei baffi finti mentre Gerry aveva una parrucca color rame. Erano abbastanza buffi.

Chiusa la porta si persero i formalismi.

“Ciao Leo, come stai?”

“Bene direi e voi?”

“A parte questo strano caso tutto ok” commentò Gerry

“Allora ditemi, avete pensato ad un piano per farci uscire?”

“Cosa vuol dire: farci uscire?” chiese Tom incuriosito

“Ah già, ci sono un paio di complicazioni; facciamo così io vi dico quello che ho scoperto e poi voi mi dite il vostro piano.”

“Spara.”

“Allora, dentro la sede della Pirotech viene tenuto prigioniero un certo professor Nicolai Cecksy. Costui è responsabile della creazione di un computer intelligente.”

“Di cosa?” Chiese Tom che, in quanto a conoscenze informatiche non aveva nulla da invidiare ai migliori hacker.

“Hai sentito bene! Ha creato un PC capace di scegliere numeri a caso, un computer che ragiona e pensa per i fatti suoi.”

“Questo non è possibile.” aggiunse Gerry

“Lo dici tu. Provate a penetrare nel server dell’azienda e ve ne accorgerete subito, quel computer non ha regole né leggi, è un essere pensante. Comunque tornando al nostro discorso: bisogna portar via quello scienziato perché se resta lì noi possiamo fare quello che vogliamo ma l’Unità 731 avrà la meglio. Z3u5 mi ha detto che tra qualche tempo partirà l’operazione e con un computer del genere fra le mani non ho alcun dubbio che abbia la meglio.”

“Quello che dici mi inquieta, è la scoperta del secolo…intelligenza artificiale.” Bellinger era esterrefatto.

“Non ho finito. Poi non dobbiamo dimenticarci di Ebola.”

“Cosa! Vuoi che salviamo Ebola? Non possiamo salvarlo da sé stesso.”

“Sentite ragazzi, se non fosse stato per lui non saprei nemmeno la metà di quello che so, inoltre sta preparando un bello scherzetto per quelli della Pirotech, ma deve uscire fuori di lì per metterlo in atto.”

“Benissimo. Lo prendiamo e lo sbattiamo in galera.”

“Voglio l’immunità per lui, ragazzi. Ebola è solo un uomo, non possiamo mettere a rischio la futura civiltà per metterlo in gattabuia. Contate che forse è l’unico che può contrastare la Pirotech, ha partecipato alla creazione del loro nuovo gestionale, sa delle cose che nemmeno io so e magari sa come sconfiggerli. In questa storia abbiamo bisogno di tutto l’aiuto possibile.”

“Va bene Leo, ma non ti assicuro niente. C’è altro che dobbiamo sapere?”

“Sì. Si tratta di una ragazza dell’Unità che ora si trova in ospedale. Si chiama C4ss4ndr4 e all’ospedale è registrata come Avril Cass, ma non è il suo vero nome. Dovete prelevarla, è un membro del comitato direttivo dell’Unità che non vuole più farne parte, ma ovviamente Z3u5 non la può lasciare andare perché non ha più identità, ufficialmente non esiste, e sa troppe cose. Le ho già detto che stasera sareste andati a prenderla, ovviamente nel più dovuto riserbo.”

“Come mai è all’ospedale?”

“Ha tentato il suicidio prima di sapere che la volevo far scappare con me.”

“Oh mamma, pure una depressa psicotica!” commentò Gerry che non sapeva cosa fosse il tatto

“Non dire così. La depressione a volte fa brutti scherzi, non dobbiamo giudicare dalle apparenze, a volte la mente può convincersi di non avere più vie di uscita e in un attimo di debolezza fare stupidaggini.”

“Un hacker, un professore, e una ragazza che ufficialmente non esiste, dobbiamo prelevare anche un alieno per caso?”

“Sì, non dimenticatevi del sottoscritto.”

Scoppiò una risata collettiva. “Ascolta Leo.” disse poi Thomas “ora ti spiego il nostro piano…”

Seguì un resoconto preciso del piano che avevano ideato la notte prima, era abbastanza semplice ma con alcune incognite non indifferenti dovute al fatto che dovevano prelevare tre persone al posto di una.

“Ok ragazzi. Mi sembra un buon piano, allora vi aspetto stasera.”

“Benissimo. Voglio farti un regalo, anzi due…tieni.”

Gerry sfilò dalla tasca due oggetti e li mise sul tavolo.

“Il mio coltellino svizzero! Siete mitici!” esclamò Conti; insieme al coltellino dell’esercito svizzero c’era anche un taser grande quanto una mano “diecimila Watt portatili eh?” aggiunse.

“Visto che in altre occasioni ti sono stati utili, magari lo saranno anche stavolta.” disse Bellinger.

“Bene ragazzi, direi che posso andare. Ci si vede stasera.”

“Ok, e tieni cara la pellaccia; stasera potrebbe fare un po’ caldo.”

“Ci proverò.”

Leonardo uscì dalla stanza degli interrogatori con il coltellino e il taser in tasca. Fece cenno a Z3u5 di entrare e lui, che aspettava ormai da oltre dieci minuti entrò deciso.

Conti si accomodò in sala d’attesa e cominciò a pensare alla fuga in programma per la serata. C’erano molte incognite nel piano, poteva andare storto in molti modi e, se fosse accaduto, non avrebbero avuto un’altra possibilità.

Mentre aspettava si trovò a canticchiare una canzone che aveva sentito per radio pochi giorni prima di partire: Sincerità, un elemento imprescindibile, in una relazione stabile, che punti all’eternità oh oh oh, sincerità… non ricordava più le parole e cominciò a fischiettare.

“Vedo che sei contento!” commentò Z3u5 uscito dalla stanza degli interrogatori “Cosa stai cantando?”

“Mi spiace Z3u5 ma non puoi conoscere questa cantante italiana. Non è molto conosciuta ma è brava.”

“Come si chiama?”

“Non mi ricordo.”

“Va bè dai andiamo.”

I due si diressero verso la macchina e tornarono alla sede della Pirotech. Leonardo aveva un sacco di lavoro da sbrigare. Innanzitutto doveva finire le sue mansioni per non destare sospetti e poi doveva avvisare Ebola che quella sera se ne sarebbero andati.

Si era fatto già molto tardi, quindi, come al solito, senza mangiare, si mise a a lavorare di buona lena. Nel pomeriggio mentre stava finendo di pulire la BMW sentì la porta dell’officina aprirsi, con la luce dietro le spalle della figura, il ragazzo non riusciva a riconoscere chi fosse, ma non aveva un’aria familiare. Fece qualche passo e comparve una ragazza asiatica con i capelli neri lunghi fino al metà schiena. Aveva un completo rosso simile agli indumenti cinesi che si vedono nei film. Era molto attraente ma Leonardo la conosceva molto bene anche se non ci aveva mai parlato: S1b1ll4.