Fantasmi della rete- Unità 731 – Codardia

52.

“Veramente siamo degli scienziati. Stiamo aspettando la Export, una nave oceanografica che dovrebbe arrivare fra poco.”

“Mi fate vedere i vostri documenti?”

Tutti stettero in silenzio, nessuno sapeva più cosa dire, si guardavano l’un l’altro senza proferire parola.

“Come sta il colonnello Sanchez?” chiese C4ss4ndra al poliziotto

“Lei conosce il colonnello Sanchez?”

“Certo, sono il tenente Marina Ghandeasi, ho collaborato con lui per circa due mesi, sia qui che nel porto di Avana. Ad essere sincera nemmeno la sua è una faccia nuova, come si chiama?”

“Sono il sergente Gomez.”

“Sergente! Non si ricorda di me? Ci siamo visti alla serata di gala organizzata dalla capitaneria di porto presso la vostra sede. Abbiamo fatto un ballo insieme se non erro.”

“No signora…non penso di conoscerla, anche se il suo nome non mi è nuovo…”

“E non si ricorda di aver ballato con me. Questo è molto scortese.”

“Magari avrà ballato con qualcun altro. Ma aspetti che chiamo il colonnello in persona.”

Il poliziotto si allontanò, tutti guardarono C4ss4ndr4 con aria sorpresa.

“Ragazzi, cosa pensavate che nella setta se ne stia con le mani in mano? Ho lavorato veramente qui un paio di anni fa per prendere informazioni sui sistemi di gestione cubani, che sono stati sostituiti a tutti i livelli dal gestionale della Pirotech dopo che ho fatto il mio rapporto. Il sistema che usavano qui è stato migliorato e reso più economico, così è stato un gioco da ragazzi venderlo.”

“Poi ci spiegherai più nel dettaglio come lavora la Pirotech…” disse Tom ma si fermò mentre il poliziotto si riavvicinava

“Siete tutti invitati in capitaneria di porto. Potrete passare lì il tempo che vi resta prima che la vostra nave arrivi. Il colonnello desidera vederla Marina, è molto contento che sia venuta qui, ma nel contempo dispiaciuto del fatto che lei non l’abbia chiamato.”

“Ha perfettamente ragione, devo farmi perdonare.”

I sette si avviarono verso la capitaneria di porto, una costruzione a due piani colorata di giallo. Entrarono nella hall e vennero scortati fino ad un ampio salone al secondo piano.

“Questo è il salone delle conferenze.” bisbigliò l’indiana all’orecchio di Conti.

Dopo poco arrivò il colonnello Sanchez. Era un uomo alto e atletico sulla trentina, attraverso la divisa marroncino chiaro si poteva notare il fisico scolpito. Portava un pizzetto curato che dava al suo aspetto un tocco di classe. Aveva la carnagione scura, tipica delle popolazioni del centro America. Più che un colonnello sembrava un cantante.

Quando lo videro Tom e Leo si guardarono negli occhi e poi puntarono gli occhi rispettivamente verso la loro pancetta che spuntava dalla maglietta.

Il commissario si avvicinò e salutò tutti con una stretta di mano, poi avvicinandosi a C4ss4ndr4 le stampò un bacio sulla guancia.

“Mia cara, da quanto tempo. Non mi hai più chiamata, da quando sei andata via?”

“Scusa Juan hai ragione, sono stata scortese, ma sai sono arrivata a Cuba con questo gruppo di scienziati e tra una cosa e l’altra non ce l’ho proprio fatta. Lo sai come vanno le cose nell’esercito.”

“Sì, purtroppo lo so. Dovremmo vederci in abiti meno formali.”

“Hai ragione. Ascolta, sta per arrivare una nave qui in porto, la Export, noi dovremmo prendere quella se non ci sono problemi.”

“Assolutamente no. Ma come siete arrivati?”

“Siamo arrivati in aereo dalle Isole Cayman, in realtà questa è una missione non ufficiale, quindi di sicuro non troverai i nostri nomi sull’elenco.”

“Mi presenti i signori?”

“Certo. Allora qui c’è Leonardo Conti uno dei più bravi investigatori nel ramo informatico d’Italia, a fianco a lui vedi Tom Bellinger e Gerry Loi due poliziotti americani della divisione informatica, poi ci sono il professor Nicolai Cecksy un luminare nella tecnologia dell’hardware russo con sua moglie e in ultimo Ebola il cui nome dice già tutto.”

“Lei è il famoso Ebola!”

“Mi conosce?” rispose

“Certo che sì. E’ un onore per me conoscere il famoso hacker. Avrei delle cose da chiederle, magari più tardi se non le dispiace.”

“Se paghi bene” ribatté.

Tutti scoppiarono in una risata, ma Leonardo sapeva che Ebola non stava scherzando. Intanto arrivarono dei camerieri che portarono sigari, spremute e qualche frutto tropicale.

“Accomodatevi e mangiate con calma, fumate se volete, io vi requisisco il vostro amico.” disse prendendo l’hacker a braccetto.

Leo guardò l’amico che seguì il colonnello con aria stufa. Uscirono dalla stanza, lasciando soli la restante parte dei fuggitivi.

“Perché hai usato i nostri veri nomi?” chiese Gerry a C4ss4ndr4 non appena furono usciti.

L’indiana assunse un’espressione indispettita, facendo cenno con gli occhi di guardare su; il poliziotto si accorse subito di aver fatto una domanda stupida, era pieno di telecamere e microfoni.

“Lo so Gerry che la nostra missione è top secret, ma qui siamo al sicuro, conosco il colonnello da anni, lui sa come funzionano queste cose.”

In realtà C4ss4ndr4 sapeva che avrebbero effettuato dei controlli e se i nomi fossero risultati falsi, avrebbero sospettato di loro. Il fatto che avessero portato via Ebola confermava questa tesi: probabilmente volevano verificare se fosse realmente lui.

Restarono nel salone per un’oretta scarsa in cui scherzarono e mangiarono qualcosa fino a che il commissario non fu di ritorno.

“La vostra nave è arrivata.” disse il commissario entrando nella stanza. “Potete andare con i miei migliori auguri, ho già avvisato tutti di non farvi nessun tipo di controllo.”

“Ebola dov’è?” chiese Leonardo

“Lui resterà qui.”

“Cosa! Ma siamo impazziti?” urlò Bellinger.

La faccia del colonnello cambiò espressione. Aveva l’aria di qualcuno che sa ben più di quel che mostra.

“Ok, ce ne andiamo senza di lui.”

Tom impallidì sentendo dire queste parole alle sue spalle.

“Meno male che c’è Marina ad avere un po’ di buon senso…lei sa come funzionano certe cose qui.”

“Io non me ne vado via senza un membro della squadra!” continuò il poliziotto

Conti guardò C4ss4ndr4 e si rese conto che anche lei aveva intuito qualcosa.

“Tom, ascoltami, andiamo via.”

Bellinger era sempre più sconvolto, ma questa volta, visto che anche l’amico gli dava contro, a suo avviso per un attacco di codardia, decise di accondiscendere, abbassò lo sguardo e non parlò più.

I sei si avviarono verso l’uscita della capitaneria di porto, lasciando Ebola da solo nella tana del lupo.