Fantasmi della rete – Unità 731 – Chi cerca trova

56.

C4ss4ndr4 era immersa in una vasca piena d’acqua bollente. Guardava il soffitto con lo sguardo perso nel vuoto. Rifletteva su tutti gli avvenimenti che le erano capitati negli ultimi giorni, il tentato suicidio, la fuga, che ne sarebbe stato di lei ora? Incominciò a sentire come un nodo allo stomaco, un peso che la opprimeva e la faceva sentire malissimo.

Fece un profondo sospiro, cominciò a pensare che, in fondo, la sua situazione era migliorata rispetto a qualche settimana prima; era fuggita dalla setta, ora era libera, non doveva più rendere conto a nessuno. Ma, che ne sarebbe stato di lei? Dove sarebbe andata? Cosa avrebbe fatto?

Cominciava a sentirsi angosciata e turbata, nonostante avesse avuto ciò che voleva la sua situazione psicologica non era cambiata, doveva fare qualcosa, doveva reagire ma non sapeva come fare. Decise di non pensarci, o almeno di provare a farlo.

Si alzò dalla vasca e si asciugò delicatamente. Ancora con l’asciugamano addosso si spostò nella camera dove, sul letto, erano posizionati in buon ordine i vestiti che le avevano procurato.

Non c’era nulla di particolare: un paio di jeans e una maglietta dei Lakers: “certo che potevano avere più gusto…” pensò

Indossò la biancheria e i jeans e rimase a osservare la maglietta, visibilmente da uomo, che doveva indossare, era proprio di pessimo gusto: viola con questa palla gialla al centro. Doveva trovare una soluzione.

D’un tratto sentì un tonfo provenire dal corridoio. Lasciò stare la maglietta e aprì delicatamente la porta dell’albergo, indossava solo i pantaloni e il reggiseno, per cui mise fuori solo la testa.

La porta vicina, quella che dava sulla stanza dei Cecksy, era spalancata; per terra nel corridoio c’era la guardia in una pozza di sangue.

Senza badare più a niente uscì; era scalza e con solo i jeans e il reggiseno. Si avvicinò in fretta alla porta: vide un uomo di spalle puntare una pistola verso il professore.

57.

Ebola era solo nella sua stanza. Erano passati solo due giorni da quando si era staccato dagli altri. Finalmente era libero! Stavolta non avrebbe fatto l’errore di andare in un paese del terzo mondo dove con pochi spiccioli si possono avere favori dalla polizia.

Decise di tornarsene nel suo paese di nascita: gli Stati Uniti d’America. Per ora aveva preso una stanza nella capitale cubana dove aveva avuto degli ingaggi da parte dello stato. Aveva rubato alcune informazioni top secret dagli archivi della CIA e le aveva vendute a Fidel Castro. Un lavoro da dieci minuti che gli aveva reso venticinquemila dollari americani. Le sue tariffe erano molto contenute, questo gli permetteva di avere lavoro a volontà.

Si mise a pensare agli avvenimenti dell’ultima settimana: quello che lo preoccupava di più erano le conoscenze di Z3u5. In Cina era riuscito a trovarlo in pochissimo tempo e a farlo sbattere in galera. Ora era al sicuro fintanto che si trovava sotto la protezione del governo cubano, ma, nei suoi progetti, la sua partenza era imminente. Aveva già prenotato un volo per Los Angeles che sarebbe partito l’indomani mattina.

Non sapeva quanto fosse estesa l’influenza del capo dell’Unità 731, ma una cosa era certa: negli Stati Uniti certi soprusi non accadevano. Doveva comunque essere molto cauto.

Aveva riacquistato tutta la sua spavalderia e tutta la sua boria, anche se negli ultimi tempi si era molto ridimensionato, aveva capito che anche lui era mortale e soprattutto che c’erano degli “acchiappa fantasmi” che riuscivano a rintracciarlo.

Mentre con la mente vagava in questi ed altri pensieri legati a Conti e Alphacentauri si soffermò su un personaggio che aveva sempre sottovalutato: C4ss4ndr4.

Per quanto ne sapeva lui era solo una depressa; aveva tentato il suicidio e, secondo lui, chi non aveva rispetto per la propria vita non meritava di vivere. Ovviamente non aveva nessun tipo di conoscenza psicologica e le sue conclusioni erano basate su concetti retrogradi e sbagliati. Non riusciva a capire che la depressione era una patologia grave che poteva portare al rifiuto totale della vita.

Doveva però ammettere che, durante la fuga, si era comportata egregiamente, con il suo fascino riusciva a far fare a chiunque quello che voleva, erano come marionette nelle sue mani.

Decise che era il caso di andare a fare alcune ricerche su quell’indiana.

Si mise a lavorare al suo computer, ormai, dopo anni di attività, aveva capito dove reperire certe informazioni. Sapeva a memoria decine di indirizzi IP associati a vari database: CIA, NASA, Interpol, Polizia di Stato, Guardia Nazionale, Esercito ecc.

Visto che sapeva che la ragazza era un hacker decise di andare a guardare nei database dell’Interpol. Violare quel sistema era un gioco da ragazzi per lui, l’aveva fatto centinaia di volte, si era creato una backdoor sempre pronta all’uso e, dopo oltre due anni, nessuno l’aveva ancora individuata, l’aveva nascosta molto bene e, nonostante i milioni di dollari investiti nella sicurezza, riusciva a penetrare nei database in meno di trenta secondi.

Avviò nell’archivio una ricerca e in pochissimo tempo si aprì una scheda contenente tutta la vita della ragazza. Ebola cominciò a parlare con il computer, come era solito fare:

“Ah, che brava ragazza, guarda quanti sistemi che ha violato…oh! Bellinger…bravo, l’hai acchiappata eh…ma con me non ce l’hai fatta…dilettante…non puoi lavorare legalmente e fare l’hacker contemporaneamente…devo ammettere però che hai un certo talento per essere una donna…”

Continuò così per alcuni minuti, fino a quando non trovò una scritta interessante: Dopo essere stata assolta è scomparsa nel nulla e dichiarata morta nel dicembre 2008.

“E così la setta l’ha fatta dichiarare morta. Chissà se ha fatto la stessa cosa con tutti i suoi adepti, o magari solo con quelli del consiglio direttivo.”

In effetti, ripensandoci, l’hacker giunse alla conclusione che quella soluzione fosse la più pratica, come si può inquisire un morto? Nessuno poteva arrestarlo o nemmeno trovarlo, non aveva residenza, non aveva documenti, non aveva nulla.

Quello che aveva letto gli aveva fatto cambiare opinione; la ragazza era, a suo parere, di sicuro psicolabile, ma aveva molti lati positivi, oltre al fatto di essere bellissima.

Ebola si ritrovò a fantasticare su di lei fino a quando fu risvegliato dai suoi sogni ad occhi aperti da qualcuno che bussava violentemente alla porta.

Spense il computer e andò verso la porta, chiunque fosse, aveva molta fretta. Quando l’uscio si aprì, il cracker si trovò davanti due poliziotti cubani.